Condividici su:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi su Google Plus Condividi su LinkedIn
immagine_fse

PO FSE 2007-2013 - Regione Puglia

Nella programmazione 2007-2013 il Fondo sociale europeo intende contribuire alla realizzazione delle politiche di carattere strutturale individuate a livello regionale, che hanno la finalità di rendere la Puglia una regione innovativa nella quale gli obiettivi di sostenibilità e competitività dello sviluppo possano essere raggiunti tramite la valorizzazione del lavoro competente e stabile unitamente a quelli della coesione sociale e di più elevati livelli di benessere e di qualità della vita.
Da tale direttrice di sviluppo discendono alcuni obiettivi generali verso cui indirizzare le politiche finalizzate alla coesione economica e sociale; in particolare:
  • rafforzare i fattori di attrattività del territorio, migliorando l’accessibilità, garantendo servizi di qualità e salvaguardando le potenzialità ambientali;
  • promuovere l’innovazione, l’imprenditoria e lo sviluppo dell’economia della conoscenza anche attraverso la valorizzazione del lavoro competente;
  • realizzare condizioni migliori di occupabilità, di coesione ed inclusione sociale.


Queste finalità collocano il FSE nel percorso di attuazione del contesto programmatico della politica europea di coesione e sviluppo delineata attraverso i Consigli di Lisbona, Nizza e Goteborg, degli Orientamenti Strategici Comunitari, e dell’indirizzo dato alle politiche di coesione dal Quadro Strategico Nazionale, ponendosi come il principale strumento di intervento nel campo dell’occupazione e della valorizzazione del lavoro.

Di conseguenza, l’obiettivo generale delle politiche finanziate dal FSE è quello di conseguire a livello regionale e locale condizioni migliori di occupabilità, di coesione e di inclusione sociale attraverso:
  • il miglioramento dell’accesso al mercato del lavoro, rendendo più efficaci le istituzioni del mercato del lavoro e i dispositivi di inserimento occupazionale, ed intervenendo altresì su ogni forma di discriminazione;
  • il miglioramento dell’adattabilità dei lavoratori e delle imprese, favorendo la sicurezza e stabilità occupazionale, e la qualità del lavoro;
  • l’aumento degli investimenti nella formazione, finalizzato ad elevare le competenze professionali delle persone e la qualità complessiva del sistema formativo.


La strategia complessiva sarà orientata – nelle sue fasi programmatica e attuativa – da alcuni elementi di analisi e valutazione delle condizioni del contesto regionale e dei risultati cui ha condotto il periodo di programmazione 2000-2006; in particolare:
  • la competitività del sistema produttivo passa soprattutto attraverso l’innalzamento delle conoscenze e delle competenze dei cittadini;
  • l’innalzamento delle conoscenze e delle competenze richiede una strategia per potenziare, qualificare, ampliare l’offerta delle opportunità formative e di apprendimento lungo tutto l’arco della vita dei cittadini;
  • lo sviluppo delle condizioni di occupabilità richiede una forte riorganizzazione dei servizi pubblici per il mercato del lavoro, un riorientamento della formazione professionale verso percorsi orientati al mondo del lavoro e finalizzati all’inclusione sociale, una strategia che favorisca l’inserimento lavorativo (in questo ambito particolare rilevanza è attribuito agli strumenti applicativi dell’apprendistato professionalizzante che la Regione Puglia ha già disciplinato);
  • rispetto al passato, un riequilibrio delle risorse è necessario tra formazione professionale e politiche per il lavoro;
  • lo sviluppo dell’occupazione richiede una forte attenzione alle politiche anti-discriminatorie e a quelle di genere e di conciliazione vita lavorativa - vita familiare, per ridurre i potenziali fattori di difficoltà e per migliorare le condizioni di accesso e permanenza al lavoro sia delle categorie svantaggiate che delle donne, sia nella fase di ricerca di lavoro, sia nella fase di rientro nel mercato del lavoro, sia in termini di qualità del lavoro (con riferimento ai percorsi di carriera, divari retributivi, ecc.).


Risulta evidente come l’obiettivo generale della strategia del FSE verrà perseguito considerando in particolare due aspetti di carattere trasversale che conferiscono unitarietà e coerenza alle politiche finanziate dal Fondo sociale europeo:
  • le integrazioni finanziarie e programmatiche tra le diverse politiche di sviluppo governate dalla Regione, interessate o meno dai Fondi strutturali;
  • la differenza di genere.


Nella programmazione 2007-2013 dovrà essere costituito un nuovo livello di integrazione tra politiche e strumenti finanziari, come espressione di un approccio socialmente condiviso allo sviluppo economico e alla coesione.
In tal senso l’insieme dei Fondi strutturali dovranno programmare la propria attività – pur nell’autonomia delle proprie politiche – nell’ottica del concorso alle complessive prospettive di sviluppo della Regione, intervenendo in maniera combinata sui fattori di criticità rilevati verso gli obiettivi comuni di aumento strutturale della competitività del sistema produttivo pugliese e di più elevati livelli di coesione e inclusione sociale.
In questo ambito risulta cruciale la relazione tra il FSE e l’insieme delle politiche di carattere strutturale finanziate dal FESR.
In primo luogo occorre rafforzare, più di quanto accaduto nel POR 2000-2006, l’utilizzo del FSE a sostegno dell’innovazione delle competenze e delle professioni presenti nei settori di maggiore intervento del FESR, con specifico riferimento all’ambiente, alla ricerca e ai settori produttivi. In secondo luogo occorre ulteriormente rafforzare il ricorso ad interventi di FSE nell’ambito dei pacchetti integrati di agevolazione alle imprese, mettendo a disposizione delle imprese che investono non solo incentivi finanziari, ma anche opportunità di innovazione e valorizzazione dal capitale umano.
Un ulteriore terreno di integrazione tra i due fondi riguarda le iniziative delle amministrazioni pubbliche, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di intervento delle amministrazioni locali in alcuni settori strategici per le politiche territoriali e regionali di sviluppo, come quelle orientate allo sviluppo ed alla mobilità urbana, alla gestione delle risorse naturali ed ambientali, alla valorizzazione delle risorse turistico-culturali.

La Regione assicura il rispetto dell’articolo 16 del Regolamento 1083/2006 e dell’art. 6 del Regolamento 1081/2006 in tema di parità di genere e delle pari opportunità nelle fasi di preparazione, attuazione, monitoraggio e valutazione dei programmi operativi. Garantisce altresì il pieno rispetto del principio di non discriminazione durante tutte le fasi dell’attuazione dei Fondi e in particolare rispetto all’accesso agli stessi.
Il tema della prospettiva di genere costituisce un aspetto centrale che – tenendo presente l’insieme dei significativi ritardi che l’analisi del contesto mette in evidenza - dovrà connotare il prossimo ciclo di programmazione in tutte le sue fasi, attraverso la conferma del doppio approccio, ovvero con la previsione di interventi specifici a favore del miglioramento delle condizioni di vita e indipendenza delle donne e una impostazione sensibile al genere di tutte le misure di intervento. Più in generale si tratta di promuovere il principio di pari opportunità per come è visto nella prospettiva comunitaria, ovvero come una pratica istituzionale e sociale contro ogni discriminazione basata non solo sul sesso, ma anche sull’origine razziale o etnica, la religione o il credo, la disabilità, l’età e le tendenze sessuali.
L’obiettivo è disegnare un percorso di sviluppo che sia in grado di eliminare la neutralità di genere dalla programmazione degli interventi, dando luogo ad interventi specifici e azioni positive non limitati alle azioni rivolte alle persone.
Pertanto, occorre riflettere ed intervenire in maniera simmetrica sul profilo della qualificazione dell’offerta e della domanda di lavoro, prevedendo percorsi formativi spendibili sul mercato del lavoro, richiesti dal sistema imprenditoriale, ma anche in grado di promuovere processi di inclusione e di innovazione sociale, gli unici in grado di qualificare lo sviluppo del territorio in maniera stabile e consolidata.
Non si può parlare di sviluppo equo e sostenibile in assenza di politiche di pari opportunità; per converso è dimostrato che la previsione di politiche che contemplino l’innovazione sociale come asse portante di sviluppo conduce non solo ad una migliore vivibilità e benessere delle persone, ma comporta anche dei benefici economici per il territorio che vede incrementati i livelli di efficienza, e di produttività.
Gli interventi programmati devono dare luogo ad un’attenzione ancora maggiore che in passato alla dimensione di genere in tutte le politiche di sviluppo (ambiente, turismo e risorse culturali, regimi di aiuto, città, formazione e mercato del lavoro, ecc.)
In particolare, l’attenzione di carattere trasversale riservata alle politiche di genere determina l’individuazione di finalità ad esse riservate, che troveranno la più adeguata collocazione all’interno degli Assi di intervento del FSE:
  • sostenere la partecipazione femminile al mercato del lavoro;
  • migliorare la qualità del lavoro delle donne;
  • migliorare la capacità di progettare, gestire e valutare l’utilizzo delle risorse in termini di pari opportunità al fine di incrementare la qualità di vita di donne e uomini;
  • intervenire in maniera specifica sulle situazioni di disagio o rischio di esclusione sociale;
  • promuovere l’iniziativa economica delle donne.


In linea con quanto previsto dall’articolo 17 del Regolamento del Consiglio 1083/2006, il PO sarà attuato in piena coerenza con la strategia europea per lo sviluppo sostenibile e dei suoi principi, contribuendo anche attraverso alcune delle attività previste, in particolare nell’ambito della formazione, il perseguimento dei suoi obiettivi.

Le strategie sopra enunciate sono declinate all’interno di sei Assi di intervento che riprendono le priorità previste dall’art. 3 del Regolamento FSE 1081/2006. A queste si aggiunge un Asse dedicato alle azioni di supporto all’attuazione del programma in termini di valutazione, monitoraggio, assistenza tecnica, informazione e pubblicità.

Nel dettaglio:
Asse I: Adattabilità;
Asse II: Occupabilità;
Asse III: Inclusione sociale;
Asse IV: Capitale umano;
Asse V: Transnazionalità e interregionalità;
Asse VI: Assistenza tecnica;
Asse VII: Capacità istituzionale.

La strategia complessiva sopra enunciata si realizza attraverso alcune finalità specifiche che interessano in maniera trasversale i diversi Assi prioritari del programma.
In particolare:
  • promuovere la competitività del sistema produttivo orientando le competenze dei lavoratori e le strategie delle imprese verso i principali elementi di anticipazione dei cambiamenti e di innovazione, organizzativa, tecnologica e di mercato, in grado di valorizzare le produzioni tipiche regionali ma anche le situazioni di eccellenza, dal punto di vista del know how e della capacità di innovazione, presenti nel territorio regionale. In questo ambito dovrà essere prestata una particolare attenzione al coordinamento ed integrazione con le esigenze di sviluppo e riconversione su cui interverranno gli altri Fondi strutturali, in particolare il FESR, sostenendo soprattutto le strategie adottate per la risoluzione dei punti di debolezza individuati per il settore industriale ed il turismo. In particolare, il turismo può costituire una significativa opportunità di crescita dal punto di vista occupazionale e di sviluppo economico a livello locale, intervenendo per la qualificazione delle risorse umane in quegli ambiti aziendali dove maggiormente è stato evidenziato un gap con la situazione media nazionale (promozione, accoglienza, ospitalità, ecc.);
  • sostenere un deciso orientamento delle attività economiche verso il miglioramento della qualità del lavoro, attraverso una strategia integrata che intervenga contestualmente sulle caratteristiche di qualità delle produzioni, sulla sicurezza del lavoro, sull’emersione del lavoro sommerso;
  • intervenire sulle condizioni di accesso al mercato del lavoro e sulle prospettive professionali ed occupazionali delle fasce di popolazione maggiormente a rischio di esclusione e di precarizzazione, quali le donne, le persone con più di 45 anni e quelle con basso titolo di studio, gli immigrati, le categorie svantaggiate, i giovani a rischio di dispersione o che hanno già abbandonato gli studi, gli occupati con contratto di lavoro atipico;
  • incentivare con misure differenziate il ruolo dei giovani nel tessuto economico-sociale della regione, attraverso il sostegno alle iniziative specifiche del programma regionale sulle politiche giovanili riguardanti l’accesso al lavoro, il contrasto al precariato, la creazione d’impresa, la formazione per l’inserimento lavorativo, la progettualità di natura scientifica e tecnologica;
  • costruire un sistema regionale della formazione lungo tutto l’arco della vita che sia capace di sostenere le scelte professionali, lavorative e di carriera della popolazione attiva, a partire dall’introduzione ed implementazione di riforme dei sistemi dell’istruzione, della formazione e del lavoro;
  • contribuire attraverso la qualificazione e riqualificazione delle risorse umane ad un maggior sviluppo delle attività di ricerca e diffusione tecnologica a supporto delle innovazioni del sistema produttivo e della ricerca a livello regionale e locale;
  • riformare la capacità d’intervento delle amministrazioni pubbliche per lo sviluppo economico e sociale, con iniziative di capacity building, svolte anche in un contesto di partenariato, di rafforzamento del ruolo e dell’efficacia dei servizi per l’impiego, di scambio transnazionale e interregionale per lo scambio e l’implementazione di buone prassi di policy.


Chiudi...
PRIMO PIANOFeed RSS


Il riconoscimento delle qualificazioni regionali sul territorio nazionale: le slides dell'evento
Formazione 2
Giovedì 15 settembre 2016, nell’ambito della 80^ edizione della Fiera del Levante, si è svolto il workshop tecnico interregionale Il riconoscimento delle qualificazioni regionali sul territorio nazionale: sviluppo e applicazione del D.L. 30 giugno 2015, promosso dalla Sezione Formazione Professionale della Regione Puglia. L’evento che ha visto la partecipazione del Ministero del...

Continua a leggere >


PROGETTARE PER COMPETENZE
Immagine Home Page
Negli scorsi mesi, nell'ambito delle attività del progetto “Buone pratiche per le competenze”, la Sezione Formazione professionale ha realizzato alcuni seminari informativi destinati ai progettisti indicati dagli Organismi formativi accreditati. Si pubblicano le slides utilizzate, nel corso di tali giornate, dagli esperti che hanno realizzato la formazione. Si pubblica inoltre un...

Continua a leggere >


Qualifica OSS a studenti istituti professionali tecnico-sanitari. Leo: “ Un progetto innovativo per il futuro di quattromila studenti pugliesi”
oss scuole
“Un’importante misura a sostegno dell’occupabilità, esempio di grande collaborazione tra le istituzioni”, ha detto Sebastiano Leo, assessore all’istruzione, alla formazione e al lavoro durante la conferenza stampa relativa alla firma del Protocollo di Intesa sulla qualifica di operatore socio sanitario. “Uscire dal sistema della formazione con due titoli,...

Continua a leggere >


Italian Employers’ Day, Leo: “una grande opportunità per i lavoratori e le imprese pugliesi”
leo employers day
Un grande evento dedicato al lavoro, in contemporanea nei 28 paesi dell’Unione Europea più Islanda e Norvegia, circa 150.000 persone coinvolte tra convegni, fiere del lavoro, seminari, workshop, recruitment day e molto altro allo scopo di promuovere l'incontro tra servizi pubblici per l'impiego e datori di lavoro. Il programma è articolato lungo dodici giorni, da lunedì 4 a venerdì 15...

Continua a leggere >
NEWSFeed RSS